Gli inseguimenti della Polizia di Stato dell’Arkansas (ASP) sono stati oggetto di attenzione per anni, con i critici che mettevano in dubbio le tattiche aggressive. Dati recenti rivelano un paradosso preoccupante: mentre il numero degli inseguimenti è diminuito nel 2025, le vittime hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi dieci anni. Questo contrasto solleva interrogativi cruciali sull’efficacia e sui costi delle attuali politiche di perseguimento.
Diminuiscono gli inseguimenti, aumentano le vittime
Nel 2025, gli agenti di polizia hanno condotto 432 inseguimenti, il numero più basso dal 2019, in calo rispetto ai 553 dell’anno precedente. Nonostante questa riduzione, sette persone sono morte a causa degli inseguimenti, segnando l’anno più mortale in almeno un decennio. I dati mostrano che negli ultimi dieci anni (2016-2025), l’ASP ha registrato 4.710 inseguimenti, provocando 27 morti e 774 feriti, tra cui 91 agenti. Statisticamente, i morti si verificano in poco meno dello 0,6% degli inseguimenti e i feriti in circa il 16%.
Questo potrebbe sembrare controintuitivo. La maggior parte degli inseguimenti non finiscono con la morte e molti non provocano ferite gravi. Tuttavia, queste statistiche non diminuiscono le conseguenze, soprattutto quando individui innocenti si trovano nel fuoco incrociato.
Danni Collaterali: Passeggeri e Manovre PIT
Una tendenza inquietante è che quasi la metà delle persone uccise nel 2025 erano passeggeri, non conducenti in fuga. Tre vittime su sette hanno coinvolto passeggeri espulsi durante incidenti successivi a manovre PIT, una tattica utilizzata in oltre la metà di tutti gli inseguimenti ASP. Ciò evidenzia che le conseguenze degli inseguimenti ad alta velocità si estendono oltre coloro che tentano di eludere le forze dell’ordine.
L’ASP difende le manovre PIT come il modo più rapido e sicuro per porre fine agli inseguimenti, attribuendo direttamente la responsabilità delle vittime ai conducenti in fuga. Ma i dati mostrano che i passeggeri, e anche gli astanti, sono a rischio.
Il costo umano: il punto di vista degli ufficiali
Le forze dell’ordine hanno opinioni contrastanti sugli inseguimenti. Un ufficiale li ha descritti come “la parte più emozionante e divertente del lavoro… ma anche la più pericolosa e snervante”. Un altro ha ammesso di essere stato coinvolto in un inseguimento che ha provocato il ferimento mortale di una famiglia innocente e la morte del sospettato in fuga, il tutto per una violazione del codice della strada. Tali esperienze sottolineano la necessità di politiche restrittive.
Cosa significa questo?
I dati del 2025 richiedono un esame approfondito. Se meno inseguimenti portano a più vittime e i passeggeri innocenti vengono colpiti in modo sproporzionato, è ragionevole mettere in discussione le tattiche attuali, le soglie per avviare gli inseguimenti e le valutazioni dei rischi. I numeri sono complessi, ma rafforzano un punto vitale: la maggior parte delle attività non finisce in tragedia, ma ogni morte involontaria richiede riflessione, non semplicemente giustificazione.
La tendenza suggerisce che anche con un volume di inseguimenti ridotto, i pericoli intrinseci rimangono elevati e il costo umano è significativo. I politici e i leader delle forze dell’ordine devono rivalutare se le pratiche attuali siano giustificate, dato l’aumento delle vittime e dei danni collaterali.























